...un saluto al drago
prima del ritorno
sabato 29 agosto 2009
martedì 4 agosto 2009
"ogni nome un uomo
ed ogni uomo è solo quello che
scoprirà inseguendo le distanze dentro se
quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
prima di restare in equilibrio per un pò
sogno un viaggio morbido
dentro al mio spirito
e vado via
vado via
mi vida così sia
sopra a un'onda stanca che mi tira su
mentre muovo verso sud
...long way home "
lunedì 27 luglio 2009
ti ho scritto con rassegnazione
quasi che da quando era cominciata
avessi già sentito l'odore
di come sarebbe finita
finita?
non è mai in realtà cominciata
...forse che l'ultimo legame
a cui mi ero sottoposta per una sorta di disperazione interiore
era lì a ricordarmelo
è uno stato quello che mi attraversa
strano
...uno stato a cui non so dare un nome
la consapevolezza lenta che mi si sciorina insistentemente:
un altro abbandono
quasi che qust'ultimo trascorso
fosse avvenuto solo e solamente per prendere finalmente in mano
questo mio transito ininterrotto
che mi ha fatto vivere tutti i rapporti
nel terrore che avvenisse
la sento la regione del cuore che pulsa disordinata
così come le mie viscere che si contorcono
così come la mia mente rassegnata ad un'altra incursione di dati
che non riesce a districare e capire
...capirà mai?
e son sempre io nella mia divisione
mi mancheranno le tue mani su di me
mi mancheranno le tue parole nutrite di te
mi mancherai
nonostante non sia accaduto nulla
che siano state null'altro che parole
giovedì 9 luglio 2009
c’è sempre stato
fa parte di me da sempre
eppure non lo avevo mai ascoltato
non sapevo come fare
non ci sono sensi tangibili abilitati
la mente ha sempre governato tutto
non lasciando spazio ad altro
sezionare minuziosamente tutto ciò che accadeva
potare far crescere, ma solo nel limite mentale, e ancora potare
come un bonsai
per far assumere la forma voluta
per costruire quell’immagine di se che la imbellettava
che giustificava tutto
con contorsioni degne del miglior acrobata
…un’immagine monca
per la prima volta l’esistere del mio corpo
ha sovrastato la mente
imperiosamente ha detto:
smetti un attimo di sproloquiare e ascoltami
è sorprendente nella sua ovvietà
questo riconoscimento non mi sembrava avesse bisogno di essere distinto
lo davo per scontato
ma senza prenderlo in considerazione
quasi fosse secondario averlo
un contenuto senza contenitore
la scoperta che il mio corpo non è solo il rivestimento epidermico
quell’energia intangibile che scorre dentro
mi meraviglia ed estasia
è un meraviglioso viaggio da intraprendere
e la mia mente freme
…è un viaggio la che stimola
è un viaggio in cui sarà co-protagonista
le antiche abitudini sicuramente proveranno ad imporsi
ma non potrà prescindere da un’identità
appena confermata
prevedo scontrima anche la porta che si schiude a quel quid che cerco da sempre
lunedì 29 giugno 2009

approccio al ben essere
l’attenzione presente senza richiamo
l’assetto naturale pur nella costrizione
la presenza vivida nella chete
il susseguirsi di colori docili e sinuosi
l’espandersi rilevato
il bisogno di un respiro primario
per marcarlo contenerlo e alimentarlo
poli opposti coesistenti
senza conflitto
accolgo
il passaggio lento e straordinario
di questa materia che da grezza vira al raffinato
l’attenzione presente senza richiamo
l’assetto naturale pur nella costrizione
la presenza vivida nella chete
il susseguirsi di colori docili e sinuosi
l’espandersi rilevato
il bisogno di un respiro primario
per marcarlo contenerlo e alimentarlo
poli opposti coesistenti
senza conflitto
accolgo
il passaggio lento e straordinario
di questa materia che da grezza vira al raffinato
lunedì 22 giugno 2009

donne
il riconoscersi
al di là dei confini politici razza lingua e religione
mi sono persa
il gruppo è sparito dalla mia visuale
dietro l’angolo
sono un attimo disorientata
yazd so a malapena dov’è sulla carta geografica
sono sospesa
mi guardo attorno, ma non vedo nessuna pasticceria
meta del gruppo
due donne zoroastriane non più giovanissime
le si riconosce per il velo non nero e dall’abbigliamento meno severo
mi sorridono e salutano con abbondanza di gesti
scaldandomi
ritorno sui miei passi
il gruppo non può aver percorso tanta strada
ero a pochi metri da loro!
doppio l’angolo
…e proprio lì
l’ingresso di una pasticceria affollatissima
con all’interno veli colorati
eccoli!
entro e girello un po’ all’interno dopo essermi raccordata
con le papille gustative in attesa
le due donne zoroastriane
mi vengono di nuovo incontro
…e son sorrisi e gesti di saluto
come tra vecchi amici
fanciulle ardite
mi contornano chiedendomi in inglese
la nazionalità ed il nome
le domande che mi sento rivolgere
sono ormai le medesime da quando sono arrivata in questo paese
ti piace l’iran?
ti piacciono gli iraniani?
e come potresti dir di no
a queste donne a questi giovanissimi uomini
che ti abbracciano con gli occhi?
mi sento una diva del cinema per quante foto mi hanno fatto
io …che detesto essere fotografata!
l’insegnate delle fanciulle ha studiato a perugia
è emozionata nel dialogare
il suo buon giorno ha un sapore esotico
la difficoltà di ricerca nel vocabolario polveroso della mente
è evidente
ma il gusto che ne scaturisce
è questo desiderio di scambio che cogli nella voce nel corpo
e soprattutto negli occhi
suoi che vedo miei che sento e che l’incoraggiano
la pasticceria è satura di corpi
la temperatura elevatissima e la cacofonia
mi spingono verso l’uscita
le zoroastriane hanno appena pagato i loro dolci
mi vedono
e stavolta si fermano
mi parlano
non capisco una sola parola
ma il senso e lo spazio tra quelle parole è chiarissimo
sono vicinissime
una delle due mi prende la mano e con essa si carezza il viso
avvicinandomi ulteriormente a lei
l’altra mi pone la mano sulla spalla e mi bacia la guancia
un attimo eterno di intensa emozione mi prende
…questo darsi incondizionato
le abbraccio e le bacio anch’io
con una partecipazione primordiale
dove non esiste mediazione né diniego da nessuna parte di me
il germe di lacrime s’accende e satura
quell’emozione che tocchi dall’interno e dall’esterno
lo registro e lo lascio
…avrò tempo e modo di tornarci con il cuore
questa unità totale
fisica ed interiore mia unita alla loro
fa sì che improvvisamente sparisca temperatura alta cacofonia
pasticceria e tutto ciò che contiene
tranne noi
continuiamo a stringerci mani carezzarci visi e spalle
verbalizzando ognuno nella propria lingua
parole
quanta importanza diamo sovente alle parole
scordandoci il resto!
qui
adesso
per questo momento che vivo, ed il vivo è partecipe
il vivo è un cerchio che mi racchiude e mi apre al medesimo tempo
le parole perdono importanza
il calore del suono della voce la dolcezza ed intensità dei gesti
non han bisogno di interpreti
mi lasciano
ed il loro buona fortuna inglese mi accompagna
…resta il mio essere in festa
yazd 29 aprile 2009
il riconoscersi
al di là dei confini politici razza lingua e religione
mi sono persa
il gruppo è sparito dalla mia visuale
dietro l’angolo
sono un attimo disorientata
yazd so a malapena dov’è sulla carta geografica
sono sospesa
mi guardo attorno, ma non vedo nessuna pasticceria
meta del gruppo
due donne zoroastriane non più giovanissime
le si riconosce per il velo non nero e dall’abbigliamento meno severo
mi sorridono e salutano con abbondanza di gesti
scaldandomi
ritorno sui miei passi
il gruppo non può aver percorso tanta strada
ero a pochi metri da loro!
doppio l’angolo
…e proprio lì
l’ingresso di una pasticceria affollatissima
con all’interno veli colorati
eccoli!
entro e girello un po’ all’interno dopo essermi raccordata
con le papille gustative in attesa
le due donne zoroastriane
mi vengono di nuovo incontro
…e son sorrisi e gesti di saluto
come tra vecchi amici
fanciulle ardite
mi contornano chiedendomi in inglese
la nazionalità ed il nome
le domande che mi sento rivolgere
sono ormai le medesime da quando sono arrivata in questo paese
ti piace l’iran?
ti piacciono gli iraniani?
e come potresti dir di no
a queste donne a questi giovanissimi uomini
che ti abbracciano con gli occhi?
mi sento una diva del cinema per quante foto mi hanno fatto
io …che detesto essere fotografata!
l’insegnate delle fanciulle ha studiato a perugia
è emozionata nel dialogare
il suo buon giorno ha un sapore esotico
la difficoltà di ricerca nel vocabolario polveroso della mente
è evidente
ma il gusto che ne scaturisce
è questo desiderio di scambio che cogli nella voce nel corpo
e soprattutto negli occhi
suoi che vedo miei che sento e che l’incoraggiano
la pasticceria è satura di corpi
la temperatura elevatissima e la cacofonia
mi spingono verso l’uscita
le zoroastriane hanno appena pagato i loro dolci
mi vedono
e stavolta si fermano
mi parlano
non capisco una sola parola
ma il senso e lo spazio tra quelle parole è chiarissimo
sono vicinissime
una delle due mi prende la mano e con essa si carezza il viso
avvicinandomi ulteriormente a lei
l’altra mi pone la mano sulla spalla e mi bacia la guancia
un attimo eterno di intensa emozione mi prende
…questo darsi incondizionato
le abbraccio e le bacio anch’io
con una partecipazione primordiale
dove non esiste mediazione né diniego da nessuna parte di me
il germe di lacrime s’accende e satura
quell’emozione che tocchi dall’interno e dall’esterno
lo registro e lo lascio
…avrò tempo e modo di tornarci con il cuore
questa unità totale
fisica ed interiore mia unita alla loro
fa sì che improvvisamente sparisca temperatura alta cacofonia
pasticceria e tutto ciò che contiene
tranne noi
continuiamo a stringerci mani carezzarci visi e spalle
verbalizzando ognuno nella propria lingua
parole
quanta importanza diamo sovente alle parole
scordandoci il resto!
qui
adesso
per questo momento che vivo, ed il vivo è partecipe
il vivo è un cerchio che mi racchiude e mi apre al medesimo tempo
le parole perdono importanza
il calore del suono della voce la dolcezza ed intensità dei gesti
non han bisogno di interpreti
mi lasciano
ed il loro buona fortuna inglese mi accompagna
…resta il mio essere in festa
yazd 29 aprile 2009
due mesi fa mi trovavo a teheran
tra quei viali oggi pieni di sangue e coraggio
tra quei viali oggi pieni di sangue e coraggio
due mesi fa
non avrei potuto immaginare
dietro quei visi e sorrisi accoglienti
la speranza per un cambiamento possibile
l’apertura dei confini da parte del regime
l’afflusso di gente occidentale
il confronto con questi ultimi
l’illusione divenuta quasi certezza di dirsi: siamo alla fine tutti uguali
si è scontrato con quell’esercizio di potere
che è tipico dei piccoli uomini che hanno timore di perderlo
ho provato ripetutamente
a mettermi in contatto attraverso sms ed e-mail
con le persone con cui mi sono relazionata
senza esito
l’attesa e la speranza l’unico movimento che oggi ho
l’ideogramma cinese che esprime il concetto di crisi
e composto da due parti: pericolo ed opportunità
…voglio sperare nella seconda
non avrei potuto immaginare
dietro quei visi e sorrisi accoglienti
la speranza per un cambiamento possibile
l’apertura dei confini da parte del regime
l’afflusso di gente occidentale
il confronto con questi ultimi
l’illusione divenuta quasi certezza di dirsi: siamo alla fine tutti uguali
si è scontrato con quell’esercizio di potere
che è tipico dei piccoli uomini che hanno timore di perderlo
ho provato ripetutamente
a mettermi in contatto attraverso sms ed e-mail
con le persone con cui mi sono relazionata
senza esito
l’attesa e la speranza l’unico movimento che oggi ho
l’ideogramma cinese che esprime il concetto di crisi
e composto da due parti: pericolo ed opportunità
…voglio sperare nella seconda
mercoledì 10 giugno 2009

norberto ha consumato tutte le energie
per il ritorno
non riesce a trovare più la strada
per il ritorno
norberto continua a chiedere a chiunque
se conosce la strada per l’altrove
norberto stamattina è disteso su un prato profumato
il cielo è terso
di un turchese che ferisce gli occhi
ho la mela in mano, mi dice
la tocco, la osservo, la sento
ma non riesco ad arrivare al seme
quel seme che mi consentirebbe
di conoscere la mela nella sua interezza
nella sua intrinseca natura senza sezioni
…vorrei tanto sentirne il gusto
vieni qui accanto, continua
ho voglia di raccontarti una storia
…avvicinati
non mi va che gli altri sentano
mi siedo sull’erba
le gambe distese, le spalle sorrette dalla braccia
…alzando lo sguardo incontro il rocciamelone
che si staglia immenso davanti a me
lo guardo con un sorriso riconoscendogli la maestà
e sono pronta all’ascolto
ha lo sguardo serio norberto
serio e concentrato
guarda l’azzurro, perso forse in quell’altrove
che non riesce ancora a trovare
hai presente l’italia? mi dice
annuisco
non è quel che credi
è l’ultimo dei draghi, talìa
che nell’antica lingua significa
guardare osservare
un mago con un incantesimo lo ha salvato da morte certa
nell’ultima guerra dei draghi
dandole un sonno profondissimo
adagiandolo in questo lembo di mare mediterraneo
perché non venisse identificato
…questa enorme S splendidamente camuffata
un po’ emersa un po’ sommersa
sono legati, il mago e talìa
da un immenso affetto e dallo stesso intento
nonostante la loro diversità
se provi a guardare la penisola
la parte più evidente la puoi vedere mascherata nelle alpi:
è la coda ancora in superficie
talìa è adagiato sul fianco destro
la testa riposa in sicilia
ha la bocca spalancata il collo sprofondato nello stretto
e la sua dorsale la tocchi su tutto l’appennino
le sue scaglie sono le montagne e le colline
maestose e dolcissime impervie e calme
dorme talìa
ma il suo spirito indomito si ribella a questa condizione
è l’unica espressione che il mago amico non è riuscito a chetare
lo sa il mago che è una terribile condanna per il drago
forse peggiore della morte
l’unica manifestazione dell’essenza del drago
la trovi in quel mondo verde che lo ricopre
alberi imponenti e solenni
erbe delicate e rigorose
fiori …ah, che dire dei fiori
tu non ti rendi conto
siamo distesi, tu ed io, e non solo
su questa natura vitale
morbida tenace variegata sinuosa nel suo profumo
continuiamo a ferire talìa giorno dopo giorno
perforiamo le sue scaglie per spostarci più velocemente
piantiamo alberacci di metallo per assicurarci energia e comunicazione
degli stupidissimi lillipuzziani siamo
è cambiata la nostra percezione di buio e luce
sono cambiati gli incontri e lo scambio
gli intenti comuni
…chissà dov’è finito il mago
non mi stupisco sai, dei brividi che ogni tanto colgono talìa
scuote il suo corpo
per cercare di colmare i vuoti creati dentro le sue scaglie
e per liberarsi dagli alberacci ferrosi
deve essere orribile non potersi librare in quest’azzurro
in quest’azzurro proietta il suo dolore, tutta la sua sofferenza
dall’unico varco che il mago gli ha lasciato per poter respirare
da qui fuoriesce tutta la sua malinconia la sua ira e il suo tormento
in modo magmatico
esplosivo calmo e ineluttabile
ehi!
ma mi ascolti?
certo che mi ascolti
hai quel sorriso sciocco sulla bocca…
lo sapevo che mi sarei reso ridicolo
raccontandoti ciò
non sei ridicolo, amico mio
e se credi di esserlo
allora sono ridicola anch’io
mi sono persa tra le tue parole
ho visto il mago il drago e il mio papà
le tue parole non mi sorprendono sai?
proprio no
forse in cuor mio l’ho sempre saputo
ricordo che
quando ero piccola, il mio papà mi portava in un luogo
chiamato il petto del dragone dove crescevano cespugli di uvaspina
qui mi diceva sorridendomi
i frutti sono superbi e non raggiungono questa perfezione di bellezza e gusto
in nessun altro luogo
raccogliendone alcuni perch’io potessi assaggiarli
il cuore e il capo del drago coincidono?
norberto ride di gusto
poi improvvisamente si fa serio
secondo te, chiede
l’altrove
il mio altrove è nel cuore del drago?
empedocle con il suo mondo apparente del divenire
ingannevole con la conoscenza sensibile
non è tornato dal suo altrove per renderci edotti
gli dico con voce improvvisamente divenuta allarmata
la rinuncia non è contemplata
ed empedocle si è pregiudicato il mondo al di là dell’apparenza e del sensibile
ognuno ha il suo altrove
nascosto tra le pieghe del drago
tu lo hai trovato il tuo altrove? continua
il mio altrove è mutevole
le onde del drago mi riservano delle meraviglie quotidiane
sempre differenti ma con filamento comune
forse il nome del drago può indicarci la via, si?
son tornata da poco
da un viaggio lungo la superficie del corpo del drago
mi sono lasciata sommergere dalle impressioni e sensazioni
che questa creatura è riuscita magicamente a darmi
ha riempito tutti i miei sensi
e chetato lo stato mentale che sempre più cerca di sommergermi
sta cambiando la sua pelle
dal verde sta virando all’oro
…un drago d’oro
adagiato in un mare azzurro
…un giorno tornerò nel petto del drago
a gustare l’uvaspina
buon compleanno, papà
per il ritorno
non riesce a trovare più la strada
per il ritorno
norberto continua a chiedere a chiunque
se conosce la strada per l’altrove
norberto stamattina è disteso su un prato profumato
il cielo è terso
di un turchese che ferisce gli occhi
ho la mela in mano, mi dice
la tocco, la osservo, la sento
ma non riesco ad arrivare al seme
quel seme che mi consentirebbe
di conoscere la mela nella sua interezza
nella sua intrinseca natura senza sezioni
…vorrei tanto sentirne il gusto
vieni qui accanto, continua
ho voglia di raccontarti una storia
…avvicinati
non mi va che gli altri sentano
mi siedo sull’erba
le gambe distese, le spalle sorrette dalla braccia
…alzando lo sguardo incontro il rocciamelone
che si staglia immenso davanti a me
lo guardo con un sorriso riconoscendogli la maestà
e sono pronta all’ascolto
ha lo sguardo serio norberto
serio e concentrato
guarda l’azzurro, perso forse in quell’altrove
che non riesce ancora a trovare
hai presente l’italia? mi dice
annuisco
non è quel che credi
è l’ultimo dei draghi, talìa
che nell’antica lingua significa
guardare osservare
un mago con un incantesimo lo ha salvato da morte certa
nell’ultima guerra dei draghi
dandole un sonno profondissimo
adagiandolo in questo lembo di mare mediterraneo
perché non venisse identificato
…questa enorme S splendidamente camuffata
un po’ emersa un po’ sommersa
sono legati, il mago e talìa
da un immenso affetto e dallo stesso intento
nonostante la loro diversità
se provi a guardare la penisola
la parte più evidente la puoi vedere mascherata nelle alpi:
è la coda ancora in superficie
talìa è adagiato sul fianco destro
la testa riposa in sicilia
ha la bocca spalancata il collo sprofondato nello stretto
e la sua dorsale la tocchi su tutto l’appennino
le sue scaglie sono le montagne e le colline
maestose e dolcissime impervie e calme
dorme talìa
ma il suo spirito indomito si ribella a questa condizione
è l’unica espressione che il mago amico non è riuscito a chetare
lo sa il mago che è una terribile condanna per il drago
forse peggiore della morte
l’unica manifestazione dell’essenza del drago
la trovi in quel mondo verde che lo ricopre
alberi imponenti e solenni
erbe delicate e rigorose
fiori …ah, che dire dei fiori
tu non ti rendi conto
siamo distesi, tu ed io, e non solo
su questa natura vitale
morbida tenace variegata sinuosa nel suo profumo
continuiamo a ferire talìa giorno dopo giorno
perforiamo le sue scaglie per spostarci più velocemente
piantiamo alberacci di metallo per assicurarci energia e comunicazione
degli stupidissimi lillipuzziani siamo
è cambiata la nostra percezione di buio e luce
sono cambiati gli incontri e lo scambio
gli intenti comuni
…chissà dov’è finito il mago
non mi stupisco sai, dei brividi che ogni tanto colgono talìa
scuote il suo corpo
per cercare di colmare i vuoti creati dentro le sue scaglie
e per liberarsi dagli alberacci ferrosi
deve essere orribile non potersi librare in quest’azzurro
in quest’azzurro proietta il suo dolore, tutta la sua sofferenza
dall’unico varco che il mago gli ha lasciato per poter respirare
da qui fuoriesce tutta la sua malinconia la sua ira e il suo tormento
in modo magmatico
esplosivo calmo e ineluttabile
ehi!
ma mi ascolti?
certo che mi ascolti
hai quel sorriso sciocco sulla bocca…
lo sapevo che mi sarei reso ridicolo
raccontandoti ciò
non sei ridicolo, amico mio
e se credi di esserlo
allora sono ridicola anch’io
mi sono persa tra le tue parole
ho visto il mago il drago e il mio papà
le tue parole non mi sorprendono sai?
proprio no
forse in cuor mio l’ho sempre saputo
ricordo che
quando ero piccola, il mio papà mi portava in un luogo
chiamato il petto del dragone dove crescevano cespugli di uvaspina
qui mi diceva sorridendomi
i frutti sono superbi e non raggiungono questa perfezione di bellezza e gusto
in nessun altro luogo
raccogliendone alcuni perch’io potessi assaggiarli
il cuore e il capo del drago coincidono?
norberto ride di gusto
poi improvvisamente si fa serio
secondo te, chiede
l’altrove
il mio altrove è nel cuore del drago?
empedocle con il suo mondo apparente del divenire
ingannevole con la conoscenza sensibile
non è tornato dal suo altrove per renderci edotti
gli dico con voce improvvisamente divenuta allarmata
la rinuncia non è contemplata
ed empedocle si è pregiudicato il mondo al di là dell’apparenza e del sensibile
ognuno ha il suo altrove
nascosto tra le pieghe del drago
tu lo hai trovato il tuo altrove? continua
il mio altrove è mutevole
le onde del drago mi riservano delle meraviglie quotidiane
sempre differenti ma con filamento comune
forse il nome del drago può indicarci la via, si?
son tornata da poco
da un viaggio lungo la superficie del corpo del drago
mi sono lasciata sommergere dalle impressioni e sensazioni
che questa creatura è riuscita magicamente a darmi
ha riempito tutti i miei sensi
e chetato lo stato mentale che sempre più cerca di sommergermi
sta cambiando la sua pelle
dal verde sta virando all’oro
…un drago d’oro
adagiato in un mare azzurro
…un giorno tornerò nel petto del drago
a gustare l’uvaspina
buon compleanno, papà
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