lunedì 21 maggio 2012






…mi ricordava  una bambina che conoscevo da piccolo
quando ero in terza elementare
e nel programma scolastico c’era ancora la musica

eravamo compagni di classe e a volte durante la lezione
suonavamo il piano a quattro mani

peccato che avessi dimenticato sia il suo nome che il suo viso
tutto quello che ricordavo di lei
erano le sottili dita bianche i bellissimi capelli e il vestito vaporoso

null’altro

strano, però
possibile che io le avessi portato via le dita
i capelli il vestito
mentre il resto di lei continuava a vivere
per conto suo da qualche parte?

ovviamente le cose  non stavano così

il mondo si muoveva senza tener conto di me

la gente attraversava la strada
temperava le matite
si muoveva da ovest verso est alla velocità di cinquanta metri al minuto
produceva nelle sale da tè suoni privi di eco
…infischiandosene della mia persona

il mondo…
questa parola mi fa sempre pensare a un’enorme tavola rotonda
tenuta su con sforzo spasmodico da elefanti e tartarughe

gli elefanti non capiscono il ruolo delle tartarughe
le tartarughe non capiscono il ruolo degli elefanti
e sia gli uni che le altre
non capiscono a cosa serve il mondo

venerdì 23 marzo 2012





- immagina un uccello posato su un ramo sottile - dice

il ramo ondeggia al vento che soffia forte
e il campo visivo dell'uccello che è lì sopra
ondeggia insieme al ramo

mi segui?

annuisco

come pensi che possa fare quell'uccello
a stabilizzare il suo campo visivo?

scuoto la testa

- non lo so

- muove anche lui la testa su e giù
cercando di sintonizzarsi abilmente
con l'ondeggiare del ramo

prova in un giorno di vento forte
a osservare bene gli uccelli
io li vedo spesso da questa finestra

non pensi che debba essere terribilmente stancante
una vita così?
sempre ad agitare la testa cercando di adattarsi
all'ondeggiare del ramo su cui si è posati?

- si, lo penso

- ma gli uccelli ci sono abituati
per loro è una cosa molto naturale
che riescono a fare senza nemmeno esserne consapevoli
perciò non si stancano mai
quanto noi potremmo immaginare

però io sono un essere umano
quindi a volte mi prende la stanchezza

- anche lei è ferma su qualche ramo?

- si, e a volte il vento è molto forte

...sul prunus si intuisce un biancore imminente
il mio bicchiere screziato attende la primavera

martedì 28 febbraio 2012






la donna è sofferente
stanca si abbandona mentre l'uomo
passandole accanto le accarezza distratto i capelli

c'è una donna anziana a tenerle la mano
la conforta così, senza parole

il suo ventre è gonfio screpolato e malaticcio
così come il resto del suo corpo
...un corpo che aspetta la metamorfosi
la sua?

mi ritrovo lì e non so perché
ai piedi della donna distesa che mi guarda con una sola scintilla negli occhi
...mi sento estranea eppur partecipe

ad un tratto un grido
non mi ha spaventato lo aspettavo
e mi ritrovo con metà corpicino partorito tra le mani

con ansia che non ha pazienza
la donna mi chiede se è maschio o femmina
le rispondo che non so
è solo metà del corpo che ho visibile l'altra metà è ancora in lei
ho ancora bisogno di un altro suo ultimo sforzo per dire

esegue
secondo leggi che ci governano e non possiamo governare
e mi ritrovo un nuovo essere tra le braccia

pulita e pura
con occhi che già sanno
mi guarda

alice!

ci ritroviamo a dire all'unisono con la donna
mentre guardo madre e figlia
l'una mentre va verso la vita l'altra che l'abbandona

alice...

e questa volta so che è alice!

venerdì 10 febbraio 2012







a volte ho l'impressione di vivere più vite

vite parallele

i diversi aspetti del mio mentale
quando l'uno prende il sopravvento sull'altro
e l'altro ancora

il mio reale diventa ciò che transita

è un perdersi
quasi non ci fosse nulla che lega l'uno all'altro
e l'altro ancora

frammentazioni egotiche che nell'attimo in cui le afferro
si dissolvono

...eppure riescono a percuotermi inesorabilmente

il nucleo pulsa debolmente
risvegliando un'attenzione una volontà ed un interesse
per altro...

altro
altrove

luoghi in cui avverto la quiete
che non riesco a trasferire nell'ordinario...

giovedì 2 febbraio 2012


posso offrirti
un bicchiere di neve con succo d'arancia?

...memoria di un dì fanciullo
quando la neve faceva la sua comparsa
ad una latitudine non consueta

mercoledì 25 gennaio 2012










bozzolo

il luogo ideale

la fontana

la casa interiore

la caverna

lo studio la scelta l'obbiettivo

il discernimento

cammino lungo quella spiaggia di posidonia
all'ombra della torre sveva

il sentiero porta verso la montagna
...è un cammino consapevole

la caverna buia si apre improvvisamente su un fianco della montagna

è buio il suo ingresso
...buio e misterioso

mi riparo dietro un lastrone di roccia
ho paure delle paure che usciranno all'aperto

un denso fumo nero comincia a fuoriuscire da quella bocca nera
non identifico quello che copre

fluttua e aleggia mentre si dirige verso me

sono colma d'ansia
guardo e non so decidermi su come affrontare tutto ciò

sparo un dardo d'anestetico verso quella paura
così
riesco a prenderla e portarla verso una pozza

non è troppo faticoso spingerla completamente dentro
e vederla sciogliersi e dissolversi

il liquido ridiventa chiaro dopo l'annullamento
nessuna traccia della nube della paura

rifletto su cosa fosse

gli altri

paura degli altri
quella nube erano gli altri...

invito un'altra paura ad uscire dalla caverna

una sorta di puzzola titubante
fa capolino dalla caverna

questa volta sono preparata

noto nella puzzola l'ardire nell'avvicinarsi a me per fagocitarmi
e nel medesimo tempo
un terrore nell'accostarsi

riconosco nella puzzola una parte di me
e questo mi da la forza per eseguire la stessa dinamica applicata in precedenza

la prendo per la coda
la porto verso la pozza lasciandola cadere giù
e assisto alla sua disgregazione

questa puzzola la mia paura d'affrontarmi

un quid si fa forza dentro me
mentre varco la soglia della caverna

è un lunghissimo antro buio

bonifico con uno spruzzino
le pareti della caverna con il liquido della pozza
ed assisto alla liquefazione di tutte quelle paure non ben identificate
che la abitavano
...che mi abitavano?

proseguo lungo il cunicolo
ed intuisco il leggero chiarore sul fondo

una luce improvvisa mi porta incontro
il fantastico nonno il mio papà
insieme ad una schiera di persone di cui non serbo ricordo

sto bene...

una figura emerge dalla folla

sicura e sorridente si incammina verso me
...la riconosco

sono io

mi tocca
...e diventiamo un tutt'uno

fuori da questo mondo di luce
c'è un fantasmatico drago ad aspettarmi

mi abbarbico al suo dorso
e mi lascio librare
su questo mondo sconosciuto

atterro su un pianoro e so che devo arrivare alla sommità della collina

la via corre velocissima mentre la percorro
entità non ben identificate tentano di rallentare e fermare
il mio andare

non bloccano il mio cammino
sono io che ponendogli attenzione modifico rallento e fermo

noto un simbolo sulla destra della strada
l'incontro tra l'orizzontale e il verticale
...c'è sempre un punto in cui da sempre ci si ritrova

è da un punto centrale che è possibile avere la percezione
del basso e dell'alto
di destra e sinistra
da avanti e dietro

mi conforta tutto ciò
e riscopro un credo che tenevo lontano

il desiderio di volermi bene avanza e mi riempie

la mia stella margherita si concretizza
accompagnandomi...


giovedì 12 gennaio 2012


casa oggi ore 8:18

è un buon giorno...